The Martian – Concimato con la merda di Ridley

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Già parlabbimo di The Martian qui, insieme ad altre considerazioni sulla fantascienza moderna e farneticazioni varie. E già avevo esternato le mie preoccupazioni sul fatto che la versione cinematografica del libro di Weir l’avesse presa nelle sue appiccicaticce e incapaci mani lo Scott sbagliato. Non dico che il film sia proprio da buttare, è visivamente decente e non annoia, ma molto si perde dalla versione cartacea della storia. E non le solite cose che si perdono in ogni traduzione, ma cose che si potevano trasporre tranquillamente in mano a un regista più meglio.

"Non mi alzo da qua finché quel cane mi da una direzione decente."

“Non mi alzo da qua finché quel cane mi da una direzione decente.”

Il dramma comincia con la solita incapacità di Scott di dirigere gli attori. Matt Damon tanto quanto se la cava, probabilmente perché la storia si basa su di lui e aveva più cose su cui lavorare per costruirsi il personaggio per conto suo, ma ci sono problemi anche con lui, soprattutto perché Ridley ha il senso dell’ironia di un video dell’ISIS. Mark Watney, il protagonista del libro, è pieno di ironie, battutine sardoniche e citazioni strampalate. Mark Watney, il protagonista del film, ognitanto ci prova pure, ma con i tempi comici di Scott, le battute cadono piatte come un ciccione in piscina.

Le grasse risate

Le grasse risate

Ovviamente non sto dicendo che il film doveva essere una cavalcata di gag e clown in fiamme, ma ci voleva proprio un cazzo a trattare il materiale originale in maniera più decente. La castrazione degli attori si nota di più in come Ridley tratta il resto del cast. E non stiamo parlando dei primi cinque piciu che la produzione ha trovato a dormire sotto il cavalcavia più vicino. Si tratta di un cast di tutto rispetto. Chiwetel Eijofor, non era stato sfruttato male così da quando è comparso in 2012 nel ruolo di professore generico monodimensionale 1. Qui replica con ingegnere amministrativo generico 1, coadiuvato da tutta una carrellata di cartonati di attori decenti. Jeff Daniels, Kristen Wiig, Sean Bean sono gettati in mezzo alla scenografia a trascinarsi tra le battute come se fosse una riunione dell’alcolisti anonimi. Non sono i migliori attori del mondo (a parte forse la Wiig che rispetto tantissimo) ma di solito se gli dai il La sono capaci di grandi cose.

"Ridley, sei proprio sicuro che non vuoi che la rifacciamo e magari ci metto un po' di emozione stavolta?"

“Ridley, sei proprio sicuro che non vuoi che la rifacciamo e magari ci metto un po’ di emozione stavolta?”

Ho anche qualche problema con la sceneggiatura, ma questo è probabilmente più una questione personale. Nel libro avevo apprezzato molto il fatto che si seguisse sempre ogni ragionamento che porta alla soluzione di uno dei tanti problemi che affliggono Watney. Si segue passo passo da creazione incidente a soluzione. Nel film la cosa è sempre un po’ magica. C’è presentazione della crisi seguita direttamente dalla soluzione, che è una estrema semplificazione dell’iter. Avrei tanto apprezzato anche solo qualche montaggio con Damon che si gratta la testa sovrappensiero e magari scarabocchia qualche cifra su un taccuino. Anche perché avrebbe dato più un senso di traguardo e realizzazione a ogni problema risolto. Dov’è il senso di straordinario risultato della ragione scientifica quando ogni problema viene risolto come se fosse 2 + 2.

Insomma, speravo parecchio meglio per sto film, ma quando ci si aspetta male da Ridley, di solito non si sbaglia.

Cane eri e cane rimani

Cane eri e cane rimani

Enniente, al film gli do una rosicchiata sufficienza e se aspettate l’home video non vi perdete un cazzo.

Saluti.

[pekka]

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