Jurassic World: quando i cartonati dominavano la terra

[Il post contiene spoiler, quindi salvatevelo a rileggetelo quando lo avrete visto]

Jurassic Park è uno di quei film della nostra adolescenza che ricordiamo con affetto. Malgrado non sia un prodotto eccellente (soprattutto dal punto di vista della recitazione di alcuni personaggi e dei dialoghi un po’ meh) rimane una pellicola di valore grazie alla commistione di generi. Dalla componente “horror”, alla goliardia/ilarità, alle scene d’azione e soprattutto, al tempo, dalla spettacolarizzazione dei personaggi principali: i dinosauri. Ed ha fatto pure una marea di bei soldoni al signor Spielberg.

Personalmente conosco il primo Jurassic Park a memoria e ne cito spesso le frasi. Sì, nella mia vita uso citazioni di altissimo livello. Come ad esempio: “Questa sì che è una bella montagna di merda”, che funziona in molti contesti.

Il secondo e il terzo film sono decisamente più sottotono degli altri. Budget ridotto, meno aspettative. Tuttavia restano dei film godibili, perlomeno simpatici. Ci si affeziona facilmente al causologo Ian Malcom e alla sua crociata “alla continua ricerca di una ex-signora Malcom”. Ma anche al professor Alan Grant, che odia i bambini perchè “sono rumorosi, ti fanno spendere un sacco di soldi, e puzzano”. Sono personaggi tridimensiali, che crescono, hanno un percorso,  parlano e si muovono come si muoverebbe qualsiasi ebete alle prese con dei mostri mangiaciccia.

Ventidue anni dopo Spielberg rimette i soldi per produrre il quarto capitolo della saga: nasce Jurassic World.

Siamo in là con gli anni, il parco è finalmente stato aperto, è un’attrazione che funziona alla grande ed è uno dei parchi divertimenti più in voga e proficui del mondo. Il capitano della squadra di sicurezza è una rossa frigidona che non caga i nipoti in visita al parco, come è giusto che sia, visto che sta lavorando.

Poi arriva un belloccio intenso che sussurra ai velociraptor, tale Chris Pratt, che sarà la controparte della frigidona quando le cose andranno a rotoli. Il nostro Chris, dopo aver rubato i vestiti a Indiana Jones e la monofaccia a Nicholas Cage, si lancia in eroiche battaglie per salvare la situazione e rimediare pure un po’ di figa.

Poi vabbè, succedono cose, ci sono i mostri, c’è la gente in pericolo e ci sono le esplosioni. Fine della storia.

C’è da dire che all’inizio del film, quando parte il main theme e l’inquadratura scorre dal logone di Jurassic World all’immensa struttura del parco, un po’ di commozione ti cala. Perchè sono passati 22 anni, e la prima volta che hai visto i dinosauri eri un bambino, e allora quasi quasi mi fa nostalgia.

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Dopodichè va tutto a rotoli.

I personaggi si muovono nella scena come cartonati plastificati, parlano tra loro in modo asettico e riescono perfino a rendersi antipatici. Tant’è che dopo 10 minuti di film passi subito al nemico e tifi dinosauri. Pratt, imbarazzante nel ruolo dell’eroe serioso e affascinante, pare che sia sempre sul punto di ridere. Quando riesce a mantenere il personaggio ha lo sguardo di un pesce in una boccia di vetro. Completamente assente. CIAONE.

La Howard, che solitamente è apprezzabile, è il personaggio meno verosimile di tutti. Flirta e pomicia con Pratt nei momenti meno opportuni, ansima e si agita per niente e quando invece è nella mmerda più totale si rivela ironica, di quell’ironia forzata che lascia tutti con una gigantografia di facepalm sottobraccio.

Dei due bambini non ne parliamo. Teniamoli per le caviglie e facciamoli penzolare sopra la fossa dei velociraptor. Lagnosi, inverosimili, con atteggiamenti completamente estranei a ragazzi della loro età.

Delle castronerie tecniche non ne parliamo di nuovo: ho capito che il plot si basa proprio sulla non-sicurezza del parco, ma nessun demente al mondo avrebbe autorizzato quello che stanno facendo lì dentro. Dalle globosfere con possibilità di guida ad cazzum, all’organizzazione delle forze speciali nel caso di dinosauro a spasso. Quell’enorme e articolatissima sala di controllo che ufficialmente non serve ad un beneamato cazzo. Il fatto che la INGEN prenda il controllo delle operazioni: mboh? Gente che caccia mega-dinosauri geneticamente modificati con stuzzicanti fluorescenti, vetri e strutture che si sgretolano al passaggio di qualsiasi creatura del parco, fucili wtf, gente che fa lo slalom in canoa in mezzo a giganteschi erbivori. Non hanno nemmeno un sistema interno di comunicazione. Niente, un’immensa dispensa di ciccia fresca per T-Rex. E devi pure pagare il biglietto e passare attraverso il gift shop. Solo i suicidi ci andrebbero. A passare l’ultima giornata della loro vita. Hammond era giustificato, era un folle genio visionario che ufficialmente il parco non l’ha mai aperto. E vorrei ben vedere, per dio.

Lo spettacolo del CGI si sgonfia, perchè nulla è portato all’eccesso, sono cose che avremmo potuto vedere (e abbiamo visto) nei film precedenti. Se vuoi produrre l’ultimo capitolo di una saga basata sui mostri, cerca almeno di spararla alta, visto che la possibilità ce l’hai. E visto che hai una sceneggiatura che fa acqua da tutte le parti. L’unica nota positiva di Pacific Rim erano proprio i combattimenti spettacolari dei robottoni, il resto era vomito condensato. Non son nemmeno riusciti a creare fantocci di dinosauro credibili, sembravano farti con la carta velina e la coccoina. Possiamo avere un creatore di mostri fisici come si deve?

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E il continuo ammiccare al primo film ha rotto il cazzo. Dico davvero, fai gomito-gomito per un tempo illimitato e a noi sta anche bene, ma non quando hai precedentemente distrutto la goliardia e la tridimensionalità di un film nostalgico ai più. E gli occhialoni a infrarossi *wink wink*, e le radioline *wink wink*, e il cartellone *wink wink*, e la jeep *wink wink*. Ho capito, adesso basta vivere di rendita. Concentriamoci sul presente, please.

E invece nulla. Personaggi sgonfi e asettici, sguardi vacui e strabici, imbarazzanti nello spazio scenico. Empatia zero, colpi di scena prevedibilissimi, i due innocenti di cui non gliene frega un cazzo a nessuno, meno che meno l’imminente divorzio dei genitori. A cosa serve tutta quella parte? Girata e recitata in modo orrendo? Con madri che durante le riunioni di lavoro chiamano sorelle in lacrime per sapere come sta andando la vacanza? Sei per caso in punto di morte e stai lasciando i tuoi figli alla zietta facendoglielo sapere con una telefonata? WTF?

L’assenza di Spielberg nella direzione del film è evidente. Il suo stile, il suo modo di creare dinamiche verosimili, anche solo di dialogo, sono unici ed eccezionali. E qui ne sentiamo la mancanza. Una totale mancanza di empatia, di sospensione dell’incredulità, concentrati a sbuffare e lanciare popcon ad ogni scenetta patinata, che scimmiotta la realtà delle relazioni interpersonali.

Altro che Mad Max, QUESTO è un film senza cuore. Senza passione, senza carisma. Nemmeno Scream 4 arriva a certi livelli. E’ stata un’enorme delusione, Jurassic World è un film brutto. Brutto davvero. Non ti intrattiene, ti annoia a morte, ti infastidisce. Tutto quello che un film che praticamente è già venduto non dovrebbe fare.

Hammond, mi dispiace, non è andata proprio come volevi.

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[Elisa]

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