10 cose che i trentenni conoscono sulle videocassette

Glorioso formato plasticoso degli anni ’80, la VHS ha accompagnato le nostre visioni, piratate o meno, per almeno una ventina d’anni. Un retrogusto malinconico quando penso a quanto mi abbia dato questo formato, così ho deciso di stilare una lista delle cose che ricordo delle VHS.

1) REGISTRARE DALLA TV ALLA CAZZO DI CANE

111909159-cd8f80e9-67cf-4d32-a3a9-ba967bbff958Ogni tanto si andava al negozietto a comprare le VHS vuote perchè nella guida tv avevi letto che alla sera davano un bel film su Canale 5. Pochi fortunati riuscivano a usare correttamente il timer, quindi spesso, se non eri fisicamente presente al momento della registrazione, ti cuccavi film tagliati, o magari farciti di pubblicità, o peggio ancora la guida tv aveva sbagliato orario e tu avevi una VHS vergine piena di torpiloqui di Enrico Ghezzi.

2)  NULLA SI CREA, NULLA SI DISTRUGGE, MA LE VHS SI’

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A prescindere al bene che potevi volere a una VHS, soprattutto quando acquistata legalmente, arrivava sempre il momento in cui il supporto ti abbandonava crepandosi qui e lì o, peggio ancora, incastrando la pellicola in qualche meandro del registratori. Potevi essere delicato come un fiorellino, ma se la VHS aveva deciso di suicidarsi, tu non potevi farci assolutamente nulla. Nemmeno dopo uno dei tanti interventi a cuore aperto con tutte le viti sparse per il tappeto.

3) IMPLOSIONE E RIDISTRIBUZIONE DELL’INVOLUCRO

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Succedeva SEMPRE. Aprivi una cassetta e ci trovavi dentro un altro film. A prescindere dalla precisione, c’era sempre un altro film. Niente era mai al proprio posto, nemmeno quando ti ci sforzavi seriamente. Passava di là una sorella, un padre, un’amica e PUF, ridistribuzione casuale degli involucri. La parte peggiore era quando quella plastichina o quel cartoncino fino fino si sbriciolavano sotto i tuoi occhi. E allora creavi una nicchia della tua collezione dove infilare, una dietro l’altra, un’infinita serie di orfani, nudi e tristi, in attesa di avere un altro porta-VHS a disposizione.

4) VIDEONOLEGGIO COME LUOGO SOCIALE

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Quando eravamo piccolini noi, i luoghi di ritrovo dei ragazzini erano i parchi e le videoteche. Si entrava in gruppo e si stava lì dentro per delle interminabili ore di discussioni e cicalecci. Le cassette erano vuote, c’era solo la copertina, bastava prendere la pila di involucri e portarli dalla commessa che, diligentemente, avrebbe abbinato i film e ti avrebbe fatto un conto mediamente salato. Ad ogni modo il costo maggiore dell’attività sociale del videonoleggio era rappresentato alla mora per il ritardo. Perchè nessuno c’aveva mai voglia di riportarle indietro. MAI.

5) EPICHE LIBRERIE

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Nella casa d’infanzia di ogni trentenne/quarantenne c’è una libreria epica, piena piena piena di VHS ingombranti e schiacciatissime. A casa mia c’è un’intera libreria ancora piena di plasticose videocassette che occupano un sacco di spazio e che mio padre vorrebbe bruciare. Nelle case delle persone più precisine le VHS erano messe anche in religiosissimo ordine alfabetico o per regista. Le camerette e i salotti erano follemente tappezzati di film che oggi possono risiedere tranquillamente in una chiavetta USB. Ma cazzo se erano epiche.

6) I CATERPILLAR DEI DISPOSITIVI DI MEMORIZZAZIONE

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Che in realtà, se non toccavi il punto di non ritorno, una VHS poteva durarti anche vent’anni. Potevi buttarla a terra centinaia di volte, incastrarla nel registratore, smontarla e rimontarla, e lei sarebbe comunque andata avanti per la sua strada. Ogni tanto sfrigolava, la vedevi soffrire, spesso emetteva anche rumori di sofferenza fisica, ma continuava a fare quello per cui era stata creata. A distanza di quasi 35 anni, ho ancora VHS che funzionano come fosse il primo giorno.

7) IL RUMORE BIANCO

Una nota di malinconia: crescere in mezzo a rumori bianchi. Ma voi che ne sapete, che ne sapete.

8) SHOPPING COMPULSIVO

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All’inizio della fine, ovvero ormai al declino del formato VHS, ero solita ravanare nelle ceste e nelle pile di cassette che i videonoleggi svendevano a 1/2 euro. Ho comprato tanto di quel ciarpame che mio padre, di cui sopra, è stato un santo a non lanciarmi dentro un vulcano.

9) L’ESPERTO ERI TU

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A differenza di quello che succede oggi, “ai miei tempi” potevi essere un vero e proprio esperto di tecnologia plasticosa senza dover necessariamente essere un genio. Dovevi conoscere poche regole ma quelle regole avrebbero fatto la differenza. Erano cose che imparavi sul campo, a furia di tentativi e smadonnamenti, ma quando poi ci riuscivi ti sentivi il re del mondo. Ora con Sky o col digitale terrestre, se subentra qualche problema, è più comodo affrontare subito la gloriosa morte nel Valhalla.

10) RETAGGIO SETTIMANALE

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Un prodotto praticamente sparito dalle nostre vite, ma che noi tutti ricordiamo con tanto amore. Le collane in VHS dei settimanali. Attenderle, dimenticarle, cercarle in giro da parenti e amici. Parenti e amici che te le passano perchè tanto loro non le guardano. Infinite collane per genere, dall’horror ai cult, dai documentari alla guerra. C’era davvero un po’ di tutto. E’ da queste VHS che ho imparato ad amare il cinema, che ho scoperto l’ossessione e la compulsione, che ho incontrato e amato il mio genere preferito: l’horror. Le ricordo con affetto, davvero molto, e le associo a memorie della mia adolescenza che, come lacrime della pioggia, se ne sono andate assieme al supporto più tamarro, di bassa qualità e incredibilmente diffuso che la storia dell’home video abbia mai conosciuto.

[Elisa]

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