Broadchurch

broadchurch_thumbnail_02_webBroadchurch, serie inglese, consigliataci venerdì e ciucciata avidamente nel weekend.

E niente, gli inglesi ultimamente non sbagliano un colpo (o quasi). Otto episodi da 45 minuti, concisi, tesi, incalzanti, senza fronzoli. Un modo di fare televisione che adoriamo, la possibilità di non dover diluire trame a causa di esigenze del network. Rendere ogni puntata estremamente ricca e soddisfacente, con intesi cliffanger che mi ricordano tanto Twin Peaks (ahimè, anche quella sottoposta all’allungamento coatto, nella seconda stagione). Protagonisti due detective, il celebre David Tennant, sguardo da psicopatico misto a stanchezza esistenziale, cinismo e comprensione. E quella che per noi è stata la nuova scoperta, Olivia Colman, vista in precedenza in film come Hot Fuzz, nei panni della macchietta comica. E’ stata invece una bella sorpresa scoprire il suo lato tragicomico, ottima recitazione, molto coinvolgente e profonda.

C’eravamo un po’ preoccupati con la prima puntata, la fotografia e la regia erano decisamente scarse. Ma non temete, dalla seconda in poi decolla alla grande e ricorda vagamente quegli scenari bava-alla-bocca proposti da un Wallander o uno Sherlock.

Il genere è crime/drama, persone uccise, indagini, risoluzione del caso. E sottolineo ancora l’incredibile intensità dei fatti, che per quelli curiosi-fino-alla-morte che non sono in grado di attendere millemila puntate prima di capirci qualcosa, è perfetta. La prima stagione è tutta disponibile, e dovrebbero aver annunciato anche la seconda, per il prossimo anno.

E tanto perchè bestemmiare non è mai abbastanza, hanno annunciato anche la versione americana. La cosa curiosa è che il protagonista sarà sempre lui, Tennant.

Ad ogni modo guardatelo, ne vale la pena, ti prende, e ti prende bene.

[Elisa]

Advertisements