You’re next, ovvero NEEEXT PLEASE

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You’re next è un film così incisivo che per scrivere la recensione sto facendo sforzi mnemonici epocali. Nell’immenso blob filo-horror di questi ultimi mesi le scene dei film recentemente visionati si mescolati e si sostituiscono tra di loro, creando trame assai migliori di quelle originali. L’effetto spavento fine a se stesso sembra ormai legge dichiarata e legittimata, in un’atmosfera cinematografica priva di qualsiasi contenuto interessante o perlomeno lontano dalla noia.

You’re next si piazza nella lista delle pellicole horror più inutili dell’anno, ma anche del decennio, ma anche dei secoli. Horror viscerale, sanguinario e flemmatico, non si smuove da quella sensazione di nonmenefregauncazzodicomeandràafinire di cui ormai sono satura. Tuttavia, se proprio vogliamo trovare il lato positivo in un catino pieno di merda, vi dirò che qualche volta ho ridacchiato. Non me lo spiego e sinceramente penso di essermelo solo immaginato, ma non escludo che possa essere capitato anche a qualcun altro.

Perlomeno in questo film non c’è la fastidiosissima aura di pretenziosità insita nel “nuovo horror”. Niente effettoni, niente inquadrature 2.0, un horror girato in maniera classica. Tuttavia è uno di quei film identificabili con il concetto di “è tutto copertina”. Ne esistono a migliaia, locandina e packaging molto fico, contenuto da pezzenti.

Eh vabbè, uno dei tanti. Avanti col cristo ch’ea procesion xè ingruma.

[Elisa]

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