In trance, ovvero Dawson’s boobs

Cominciamo la recensione col mio tweet riassuntivo:

In Trance di Danny Boyle, un film che ti fa effettivamente desiderare di esserlo.

09_Rosario_638-365_resize

A Boyle sto giro la ciambella col buco non gli è proprio uscita. Un film complicato e confuso senza una reale giustificazione. Un Inception dei poverissimi, nel quale il continuo salto tra realtà e stato di trance si alternano in un fastidiosissimo gioco delle parti. Il primo dogma di un film multi-livello sta non solo nella perfetta spiegazione della trama e di quello che è/non è reale, ma anche un finale che riesca a riscattare tutto il tempo perso nell’arrovellamento del gulliver. Ne deriva che, se il finale è MEH, anche tutto il film risulterà MEH, proprio come in questo caso. Inoltre tutti i personaggi e la trama che li unisce sono incredibilmente inverosimili. Sono una grande fan della sospensione dell’incredulità ma in questo caso ce ne vorrebbero interi container.

L’unica cosa buona, almeno per le categorie uomini etero/donne omosessuali/donne etero a cui piacciono le tette, è l’elegante nudo integrale della bella Rosario Dawson. (SPOILER: un attimo prima s’era passata il silk-epil sulla patata.)

In definitiva, il film c’è sembrato MEH, contorto senza motivo, decisamente non in linea col miglior Boyle che conosciamo.

Ad ogni modo, grazie per le tette.

[Elisa]

Annunci