Edgar Wright Fan Club – The World’s End

Dai, cazzo!

Dai, cazzo!

E dopo una sequela infinita di merde, arriva finalmente il films che salva l’estate. Grazie Simon, grazie Nick, ma soprattutto, grazie Edgar! Avete salvato un’estate filmica tristemente schifosa.

Blood & IceCream

Blood & IceCream

The World’s End conclude la trilogia del Cornetto cominciata nel 2004 con Shaun of The Dead (L’alba dei morti dementi), films che ha portato alla ribalta internazionale il trio Simon Pegg, Nick Frost e Edgar Wright. Shaun of The Dead, Hot Fuzz e Wolrd’s End non sono tanto parodie, sebbene siano comici, quanto omaggi a tre generi – gusti – cinematografici. Shaun omaggia lo Zombie/Horror, Hot Fuzz il Buddy Cop/Azione e The World’s End il Thriller/Fantascienza.  Do comunque per scontato che abbiate visto i primi due. Se non lo avete fatto, siete persone tristi e dovete rimediare subito. Ma, tipo, proprio adesso, forza.

Il filo comune.

Il filo comune.

Fatto? Bene, possiamo proseguire. Cominciamo col dire che The World’s End è molto divertente lungo tutta la linea, ha dei momenti di tensione e delle scene fortemente commoventi. Ho sempre trovato straordinario come nelle loro sceneggiature cazzare siano riusciti ogni volta a inserire dei momenti di veri sentimenti. E non sono mai buttati lì a casaccio, c’è sempre preparazione dietro, mai forzati o gratuiti. Ti sorprendi a ridere con gli occhi lucidi e ti chiedi come cazzo sia successo.

"You're welcome."

“You’re welcome.”

Quindi, la sceneggiatura è ineccepibile, ma la regia? Eh, com’è la regia? Cristo, gente, è la perfezione. Edgar Wright è cresciuto tantissimo da Spaced e Shaun a World’s End. Prima lo adoravo, ma ora la mia stima per lui ha trasceso la possibilità di essere espressa. Se mai lo incontrassi temo che andrei in modalità scolaretta giapponese e prima griderei ultrasuoni e poi sverrei. Edgar è cresciuto, ma non ha perso la freschezza dell’inizio. Ha sempre avuto una sua personalità e adesso si è aggiunta a una professionalità e un occhio derivati dall’esperienza.

"Ciao, Pekka." "Iiiiiiiiiiiiiiii... Thump."

“Ciao, Pekka.” “Iiiiiiiiiiiiiiii… Thump.”

L’unica cosa che avevo a che ridire di Shaun of The Dead era sempre stata la povertà nelle scene di combattimento, non tanto nelle scene di azione in genere, perché comunque Wright trovava maniere per renderli interessanti, ma il menaggio era un pochetto deludente. Ma grazie a Scott Pilgrim, dove è stato seguito da una squadra di coreografi della madonna, Edgar ha imparato la lezione. I menaggi di World’s End sono una gioia per gli occhi e il montaggio è perfetto. Niente shaky cam, le immagini nitide e coreografate alla perfezione, e stili di combattimento adatti ad ogni personaggio.

Mi è venuta voglia di una birra.

Mi è venuta voglia di una birra.

Anche il cast, poi, è splendido. Oltre a Simon e Nick, perfetti come sempre, ci sono Martin Freeman (Arthur Dent, Watson, Bilbo), Eddie Marsen (Lestrade dei film di Sherlock Holmes) e Paddy Considine che già si era visto in Hot Fuzz. Tutti bravi e con un’alchimia perfetta con gli altri.

Non smettete mai o rischiate un caso di Misery non deve morire.

Non smettete mai o rischiate un caso di Misery non deve morire.

Forse non si è intuito dal mio celato e sottotono entusiasmo, ma The World’s End è un immenso e infinito YAY! E adesso me lo riguardo.

[pekka]

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