Alan Rickman – il villano che noi amiamo

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Alan Rickman, basta la parola.

Ieri era il suo compleanno e fatalità due giorni fa io e Pekka abbiamo rivisto Robin Hood. Quindi ho deciso di rendergli un piccolo e umile omaggio.

Rickman nasce come grafico, davvero, non dico cazzate. Da giovane aveva anche aperto un suo studio. Poi però gli è venuto il pallino del teatro e così è andato a fare un’audizione alla Royal Academy of Dramatic Art per poi andare a recitare a Brodway. Il primo debutto cinematografico è nientepopodimenoche in Trappola di Cristallo, nel quale veste i panni del villain, uno dei suoi ruoli più conosciuti. Rickman è senza dubbio uno dei più grandi caratteristi del cinema contemporaneo, il suo cattivo è intenso, sarcastico e spesso schizofrenico. La sua mimica è impeccabile e, malgrado in alcuni ruoli usi tutto il corpo per aumentare la profondità del personaggio, anche solo con un’alzata di sopracciglio o una bocca storta è in grado di trasmettere tutta la tridimensionalità della figura che interpreta.

Ricordo sempre la sua interpretazione di Nottingham perchè è così che l’ho conosciuto. Le frasi che dice e il modo in cui le dice (sì, anche il doppiaggio va bene) sono diventate un cult. Sceriffo sclerato, pieno di tic, sempre nervoso e particolarmente sadico. IO LO AMO.

E chi se lo dimentica lo scazzatissimo Metatron di Dogma? Ha sempre una buona parola per tutti e soprattutto ama alla follia il suo lavoro.

La capacità di esplicitare la mestizia in maniera efficace è rintracciabile anche in uno dei personaggi a cui ha prestato la voce. Il robot più depresso e disilluso del cinema: Marvin in Guida galattica per autostoppisti. La sua voce vibrante e smorzata dona al robottino uno spessore umano immenso, ed è impossibile non amarlo alla follia, o magari identificarcisi. Un continuo lamento strascicato. Impagabile.

E la bocca eternamente imbronciata di Alexander Dane in Galaxy Quest? Io ADORO questo film. Totalmente. Rido come una scema dall’inizio alla fine, gli attori sono eccezionali e la trama è fuori di testa. C’è anche mamma Ripley, awww. Qui Rickman recita la parte di una star di una famosa serie tv (il richiamo è ovviamente a Star Trek) che detesta a livello viscerale il suo ruolo imposto e quelle maledette frasi che è costretto a recitare ad ogni convention di nerd che pendono dalle sue labbra.

Alan Rickman ha recitato anche altri ruoli, ha fatto il romanticone, il nobile, il professore di ragazzini con le bacchette, ecc. E malgrado i film i suoi personaggi sono sempre stati impeccabili. Quella nobilità dello sguardo, quello charme insito nel suo accento, quel suo modo di scandire le parole donando pathos e tragicità alla recitazione mi fanno impazzire.

Bravo Alan, bravo te, continua a strappare quel cuore maledetto con un cucchiaio.

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