Religiolus

Religiolus

Ieri sera Pekka mi ha fatto vedere un bellissimo documentario del 2008 scritto e interpretato dal comico Bill Maher: Religiolus. Il documentario è una satira, tagliente e scanzonata, del sistema religioso organizzato. L’America è veramente la Disneyland dei fanatici e babbioni religiosi. Non mi va di farci una recensione perchè effettivamente non c’è molto da dire, se non guardarlo e piangere. Tuttavia, per lasciarvi l’acquolina, mi son presa la briga di trascrivere un pezzo della chiusura finale del documentario, che trovo meravigliosamente perfetto:

L’ironia della religione è che a causa del suo potere di deviare l’uomo verso linee di condotta distruttive, il mondo potrebbe realmente finire. Molte persone in questa nazione credono nella fine dei tempi. Il fatto evidente è che la religione deve morire, affinchè il genere umano possa sopravvivere, abbiamo le ore troppo contate per concederci il lusso che decisioni chiave vengano prese da persone religiose, irrazionali, da coloro che governano la nave dello stato non usando una bussola ma l’equivalente della lettura delle interiora di un pollo. Fede significa creare una virtù dall’incoscienza, non è una cosa di cui vantarsi. E coloro che predicano la fede, le danno potere e la esaltano, sono schiavisti intellettuali, che tengono in genere umano incatenato a fantasie e assurdità che hanno generato e giustificato tanta follia e distruzione. La religione è pericolosa perché permette agli esseri umani che non hanno tutte le risposte di credere di averle. Molta gente pensa che sia meraviglioso quando qualcuno dice: “sono pronto signore, farò tutto quello che mi dirai di fare”, ma non essendoci in realtà nessun dio che parla con noi quel vuoto è colmato da persone, che sono corrotte, che hanno i loro limiti e i loro piani. E tutti quelli che vi dicono di sapere che cosa succede quando moriamo, posso assicurarvi che non lo sanno. Come faccio ad esserne sicuro? Perché io non lo so, e loro non posseggono poteri mentali che non ho io. L’unico atteggiamento appropriato che deve avere l’uomo circa la grande domanda non è l’arrogante certezza che distingue ogni religione, ma il dubbio. Il dubbio è umile, ed è così che l’uomo dev’essere.

(Elisa)

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