Django, vabbè.

Django-Unchained-31

Finalmente ho guardato sto cazzo di Django, un film che ormai perseguita le pagine cinematografiche di tutto il mondo. Django è un film di un regista particolarmente arrogante e seghista, che fino a qualche anno fa era a tutti gli effetti un gran signore della scena pulp internazionale, per poi diventare la macchietta di sè stesso. Sia chiaro, io voglio tanto bene a Tarantino e al suo cinema 1.0, il suo problema è fondamentalmente la popolarità. Quando lo si eleva ad icona assoluta, quando laggente comincia a farsi le seghe e schizzare lungo tutto lo schermo, è molto probabile che il divo si lasci andare. Vi sparo tutta la merda adesso così leviamo il dolore. Tuttavia, a mio parere, Django riesce comunque ad elevarsi è un grado di decenza accettabile, nel grande fiume di brodaglia in cui era finito l’amato Quentin. La verità è che sto film non ha niente di speciale, è decente, è mediocre, non aggiunge e non toglie niente a quello che già c’è. E’ che tutti, me compresa, sentono l’esigenza di dirci per forza qualcosa. Perchè è Quentin Tarantino. Beh a me Quentin Tarantino ha rotto i coglioni. Lui il cinema lo sa(peva) fare. In Django troviamo scene davvero interessanti, qualche raro spunto di originalità e, perchè no, ottima recitazione. Di Caprio mi è piaciuto, Samuel Motherfucker Jackson mi è piaciuto, Christoph Waltz mi è piaciuto, perfino Don Johnson mi è piaciuto. La trama è orrenda e scontata, niente colpi di scena, niente fantasia. Solo tanta strafottenza. Insomma, non è decisamente un capolavoro e nemmeno un film da buttare. E’ un film mediocre, come ce ne sono tanti altri.

Tarantino, ti sei mangiato il genio che possedevi ed ora sei solo panza.

(Ah, ho visto male io ma un cammeo lo ha fatto anche Sex Machine?)

(Elisa)

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