La vita di Pi

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Sono la solita babbiona pucciosa. Con questo film ho vomitato il cuore. La vita di Pi è un film che ingloba molti sentimenti. Visivamente spettacolare e delicato, riesce ad essere contemporaneamente crudo e dolcissimo. Non amo particolarmente Ang Lee, tuttavia ho stima del suo modo di raccontare le cose. Questo film spinge lo spettatore in varie direzioni: ritroviamo il tema dell’amore, del viaggio in cerca di fortuna, della crescita interiore e religiosa, il tema del naufragio, della lotta per la vita, la speranza e l’abbandono. E’ il genere di film che per finire bene te le fa passare davvero tutte. E malgrado l’evidente componente fantastica, riesce ad essere particolarmente realistico. La vita di Pi è un’immersione nella Natura, vista nel modo più schietto possibile. Il più forte mangia il più debole, il più intelligente sottomette tutti gli altri. Personalmente mi ha davvero commosso, malgrado qualche scivolata in termini di scelte registiche ma soprattutto il tema pseudo-latente della religione, che comunque non stona. La morale c’è, e questo un po’ mi fa storcere il naso, ma riesce comunque a non fagocitare l’intero perchè della storia.

E’ un film da guardare abbracciati a qualcuno, ve lo dico subito. Molto bravo Suraj Sharma, credo sia riuscito a rendere il personaggio credibile.

Il film lo paragono, in termini di impatto emozionale, a Big Fish di Tim Burton, tratto dal libro di Daniel Wallace. Quando Burton non era ancora inguardabile. Vite incredibili, con enormi componenti fantastiche e spettacolari, in grado di catapultarti in una realtà che rincorri solo nei sogni. E malgrado questo, ancora molto dura e atroce.

Sarà che sono pucciosa di mio, e forse lo sto sopravvalutando, ma vale davvero la pena di vederlo. Con tanta cioccolata.

Vi lascio col trailer.

(Elisa)

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